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martedì 8 gennaio 2013

DEDUZIONE

Non pare che se ne esca e non vedo come se ne possa uscire in futuro, atteso il fatto che i tempi ci sono stati in abbondanza senza che sostanzialemnte nulla sia cambiato, se non in peggio !
Si manifesta in tutta la sua virulenza l'incapacità endemica della classe politica italiana, o meglio, delle lobbies che la rappresentanto, di formulare , proporre ed attuare un modello di amminisrazione dello stato in linea con i piu' elementari canoni di efficienza ,  equità e civiltà.
La questione morale è ben al di là di essere risolta, e l'economia appare vieppiu' asservita non tanto agli interessi della collettività, ma piuttosto quelli dei potentati finanziari.
Quanto al Fisco , non vedo neppure come si possa invocare, sino all'esasperazione , l'alibi della evasione fiscale quale concoausa dello stato di crisi del sitema, dal momento che il pagamento degli oneri fiscali  non può che basarsi sul consenso della collettività e non sull'operato di Equitalia,  e che il consenso non puo' che derivare dalla fiducia nel corretto utilizzo delle entrate e nel loro ritorno in termini di utilità sociale.
E' ben vero che il  Fisco è nato per permettere allo Stato di corrispondere con il pubblico danaro alle necessità della collettività, e che quindi la collettività deve rispondere al fisco, ciascuno in funzione delle proprie capacità. Ma allora ecco la grande domanda alla quale anche Monti si è sottratto :
- qual'è la sanzione per il cittadino che evade il Fisco al fine di sottrarre risorse allo sperpero perpetrato dallo Stato e di disporre di risorse da investire nel sitema produttivo  ?
E che dire , nell'approssimarsi dell elezioni politiche, dell'inverecondo mercato in atto tra le forze di partito  senza che in qualche modo emerga un programma condiviso in grado di dare qualche speranza ad un pubblico di elettori  sempre piu' esasperato e disperato ?
La deduzione inevitabile porta ad invocare il  brocardo latino vim vi repellere licet ( legittima difesa) ed a dare  prevalenza   all'interesse collettivo ingiustamente aggredito piuttosto che all'interesse dello Stato agressore.

La soluzione ? Non vedo  alternative alla indizione di un referendum  che liberi l'industrioso Nord Italia dal fardello romano e lo porti alla indipendenza politica ed economica. In un futuro  rapporto di libero scambio, ne guadagnerà anche il resto dell'Italia. 
Le ispirazioni per un modello di amministrazione della cosa pubblica che sia degna di questo nome e si inserica a pieno titolo nel consesso europeo  non mancano: basterà varcare le Alpi in qualunque direzione !

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