Ritenere che la morte di Bin Laden rappresenti un duro colpo per il terrorismo di matrice islamica, sarebbe un gravissimo errore di valutazione.
Quello che Osama voleva fare, lo ha già fatto : offrire al mondo Islamico una bandiera da seguire per ritrovare l'orgoglio, per risollevare le masse dalle frustrazioni di una condizione di povertà senza speranza e di subalternità alla posizione dominante, economica e militare, del mondo occidentale.
Lo scopo sarebbe stato meritevole, se non fosse stato coltivato con la subdola arma del terrorismo e se non avesse alla fine sbagliato radicalmente l'obiettivo.
Sì, proprio l'obiettivo, dal momento che il vero nemico dal quale le masse islamiche doveva guardarsi stava proprio a casa loro, stava nell'operato dei Rais, dei Mullah, della politica corrotta oltre ogni limite pensabile, nell'accumulo sconsiderato di enormi tesori nelle casseforti private dei potentati, nella totale assenza di libertà di opinione e nel totale disprezzo della condizione di vita dei "sudditi" da parte dei vari "regnanti".
Di questo buona parte del mondo mussulmano sembra essersi reso perfettamente conto , come sembra dimostrare il fremito inarrestabile che sta percorrendo il nord-Africa e la fertile mezzaluna.
Ma un'altra parte di quel mondo, quello più povero e lontano dalle grandi città e dai grandi centri di comunicazione, ha ormai mitizzato Obama facendone il simbolo del proprio riscatto.
Un situazione quindi assai pericolosa, aggravata dal fatto che la strategia del terrorismo si è ormai organizzata in cellule autonome ed universalmente diffuse, fuori controllo e per tale motivo del tutto imprevedibili nelle loro manifestazioni.
Bene quindi fanno gli organi preposti alla sicurezza elevare l'allerta al massimo livello.
Meglio ancora farebbero i governi illuminati d'occidente a cambiare totalmente il sistema di approccio al mondo mussulmano.
Come ? ne parleremo in un altro capitolo!!

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