Si dice che dai momenti piu' difficili possono nascere le cose migliori. Credo che questo detto si adatti perfettamente al difficile momento che il nostro paese sta attraversando per effetto del fenomeno migratorio, della crisi economica, della belligerenza in atto nei paesi munsulmani del nord Africa. La dislocazione geografica dell'Italia, la Storia, la naturale disposizione caratterilale alla moderazione, la intraprendenza imprenditoriale e le genialità a volte sottovalutata del popolo italiano,suggeriscono di rispondere decisamente alla vocazione dell'Italia di costituire un punto di riferimento per la politica e lo sviluppo del mediterraneo , ed in particolare dei popoli del nord Africa.Grandi risorse naturali, culturali, sientifiche di entrambe le sponde del Mare Nostrum sono in attesa di essere valorizzate attraverso il reciproco apporto di esprienza e di civiltà e suscettibili di costituire per il futuro non solo lo strumento per superare le crisi in atto, ma anche un nuovo modello di civile convivenza e di stabilità economica.
I popoli delle due sponde non sono nuove a forme di reciproca collaborazione e convivenza, anzi ...
E tuttavia va superato , in questo momento storico, il fatto mistificatore e debilitante che ne ha impedito il corretto sviluppo: vale a dire una politica eonomica eslusivamente diretta a raggiungere il massimo profitto possibile.
Il momento richiede invece che i rapporti bilaterali subiscano un deciso cambiamento di tendenza che superi tale scopo, e siano invece indirizzati a costituire dei nuovi modelli sociali contrassegnati dal consolidamento di una economia sostenibile e di sistemi di governo atti a conferire dignità alla persona. E tutto questo indipendentemene dalla forma politica che ciascun stato intenda liberamene assumere, sia essa democratica o no, avendo ben chiaro il principio che la democrazia non è esportabile.
Non va del resto dimenticato il fatto che proprio da Roma Imperiale , oltre 2000 anni orsono, è partita la scintilla che ha portato in tempi relativamene brevi alla formazione dell'unico Stato effettivamente multirazziale che la storia conosca ( cives romanus sum) , e che i grando califfati arabi non sono stati da meno nel consentire la convivenza di genti diverse per provenienza, cultura , religione e tradizioni.
Neppure va dimenticato il fatto che attraveso il mondo arabo sono sati salvate e ci sono poi pervenute le piu' significative espressioni della cultura antica, ed in particolare di quella greca.
Storia, tradizione, vicinanza geopolitica, risorse umane,culturali e scientifiche, ci richiamano a gran voce verso un comune destino con i popoli della'altra sponda del mediterrano.
E' giunto il momento di raccoglierre tale incommensurabile eredità, della quale alla fine dei conti si è alimentata la stessa civiltà europea.
L'italia i.n particolare è naturalmente chiamata a tale destino assumendo in esso un ruolo determinante, e sottrarsi ad esso sarebbe un errore storico che le future generazioni non ci perdonerebbero mai.
Roberto Coeli
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